Dipendenza da cibo: quando mangiare diventa una droga

dipendenza da cibo e droghe legali

La Dottoressa Carla Sale Musio da anni indaga il rapporto tra uomo e alimentazione e ci spiega perché oggi vi è una dipendenza da cibo.

La Dottoressa Carla Sale Musio e la dipendenza da cibo

Esiste una droga assai più potente di eroina, cocaina e alcool… Una droga che tutti assumiamo regolarmente almeno una volta al giorno, i più “virtuosi” addirittura 3 e ad orari regolari… Questa droga si chiama cibo!

Il cibo oggi rappresenta tutto fuorché un mezzo per nutrire l’organismo, come spiega la Dottoressa Carla Sale Musio, psicologa che da anni studia il rapporto tra uomo e alimentazione per metterne in luce i meccanismi di dipendenza da cibo che conducono a disordini alimentari di vario genere. Per ragioni etiche, ecologiche e di salute lei ha scelto di nutrirsi seguendo un’alimentazione vegana basata su cibi naturali e genuini, non sofisticati.

In altre parole il cibo è una droga legale! Non solo legale ma raccomandata, prescritta e continuamente pubblicizzata da un vero e proprio bombardamento mediatico. Non vi è ora del giorno in cui alla tv non passino sponsor in cui si propongono snack, dolci, cibi o bevande.

Dottoressa Carla Sale Musio

Dottoressa Carla Sale Musio

Dipendenza da cibo, come nasce

Il cibo crea dipendenza in 2 sensi: psicologico e fisico.

Psicologicamente oggi, come sottolinea la Dottoressa Carla Sale Musio, siamo indotti, talvolta incoraggiati, dalla società stessa ad affogare ogni emozione e sentimento nel cibo. Tristezza, dolore, rabbia diventano più sopportabili, vengono attutite da abbondanti mangiate che stordiscono, rendono la mente meno lucida e, dunque, meno reattiva.

Ma anche i momenti di gioia devono sempre essere celebrati da cene, pranzi, banchetti: ormai non ci s’incontra più per il piacere di conversare o per condividere un “sentire”. Il cibo prende il posto delle emozioni e colma il vuoto di relazioni superficiali dove non si ha nulla da dirsi.

Fisicamente la dipendenza da cibo si sviluppa in quanto determinate sostanze (come zucchero, sale, amidi) una volta entrate in circolo nel sangue fanno sì che il corpo continui ad averne voglia e, quindi, a richiederle e in quantità sempre maggiori.


Come guarire dalla dipendenza da cibo

Da questa duplice forma di dipendenza, psicologica e fisica, hanno origine disordini alimentari e patologie quali depressione.

Senza contare che questa sovrabbondanza di alimenti consumati, prodotti, coltivati, allevati, importati non è sostenibile e sta distruggendo l’ambiente, il Pianeta e l’economia, soprattutto dei paesi più poveri.

Un rapporto consapevole con il cibo e con le proprie emozioni è il primo passo per stare bene con se stessi, nutrirsi in modo bilanciato e vivere in salute, dove con il termine salute s’intende un equilibrio psico fisico.

Un piccolo aiuto, consigliato dalla Dottoressa Carla Sale Musio, per uscire dalla dipendenza da cibo, sono i “cibi metadone”, ovvero alimenti sostitutivi che devono traghettare l’individuo fuori dalla sua dipendenza.

Un esempio di cibo metadone sono gli spaghetti di verdure. Molti soggetti con problemi di sovrappeso e dipendenza da cibo non riescono a non mangiare pasta e amidi ogni giorno, anche più volte. Gli spaghetti di verdure, riproducendo lo stesso formato e richiedendo la stessa gestualità, danno l’illusione ottica di mangiare un piatto di pasta e il gusto, piano piano, disintossicandosi dai carboidrati, si abitua a sapori naturali e sani.

In un primo tempo sarà come sostituire una dipendenza con un’altra dipendenza meno grave; poi, mano a mano che si lavora su se stessi e si prende atto dell’origine del proprio rapporto squilibrato con il cibo, allora si mangerà progressivamente meno, in modo più naturale, ascoltando i segnali del proprio corpo e non per compensare malesseri o infelicità.

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