Stefano Montanari: tutti i possibili rischi dei vaccini

vaccini

Secondo gli studi scientifici effettuati dal Professor Stefano Montanari, i vaccini possono avere possibili conseguenze per la nostra salute.

Come sono fatti i vaccini

Il Professor Stefano Montanari, Dottore in Farmacia, e co-scopritore delle nanopatologie insieme alla moglie, la Dottoressa Antonietta Gatti (riconosciuta tra i 32 scienziati più accreditati al mondo), da circa 15 anni studia i vaccini.

 

Professor Stefano Montanari, studioso di vaccini

Professor Stefano Montanari, studioso di vaccini

 

I vaccini nascono in una sorta di “pentolone”, dove vengono inseriti diversi ingredienti organici. Trattandosi, appunto, di materiale organico, per evitare che si sviluppino funghi e batteri, vengono aggiunti  sali di mercurio.

Ecco perché, secondo il Professor Montanari, non esiste alcun vaccino senza mercurio

Certo, prosegue il Professore, quando s’ inserisce il vaccino nella fiala si cerca di allontanare il mercurio ma non è possibile allontanarlo tutto.

Studi sui vaccini

A dimostrazione di ciò, un recente studio tedesco ha esaminato 16 vaccini: in tutti e 16 è stato trovato il mercurio e in 15 anche l’uranio.

Circa 1 anno fa un’Università tedesca si rivolse ai due Dottori per analizzare alcuni vaccini che praticavano ai pazienti ai quali  si formava un ponfo nella zona dell’iniezione a cui seguiva febbre alta e malessere.

Il Professor Montanari e la Dottoressa Gatti analizzarono sia la composizione dei farmaci sia quella dei ponfi ed emerse che, tanto negli uni quanto negli altri, erano presenti frammenti di metalli.

In seguito, analizzarono altri 19 vaccini insieme ad una studentessa dell’Università di Parma: in tutti erano presenti mercurio, titanio e altri metalli.

Recentemente ne hanno esaminato 33, tra cui quelli influenzali. Sono risultati tutti inquinati da metalli.

Conseguenze dei vaccini

Il Professor Montanari spiega che le particelle di metalli presenti nei vaccini sono all’origine delle nano patologie.

Queste sostanze iniettate possono comportarsi in diversi modi:

  1. Possono spargersi nell’organismo
  2. possono fermarsi nel punto d’iniezione dove si forma un ponfo che, in seguito, può diventare un cancro
  3. possono finire nel cervello e, in questo caso, le nefaste conseguenze saranno visibili già dopo poche ore (perdita di lucidità e di reattività agli stimoli)
  4. possono finire nell’intestino e qui la situazione si complica.  L’intestino, infatti, ospita la maggior parte del nostro microbiota, un insieme di batteri indispensabili alla nostra vita.  Questi batteri formano gli enzimi che facilitano e velocizzano le reazioni chimiche necessarie alla nostra vita. Gli enzimi sono l’insieme di 2 proteine composte da zolfo e idrogeno. Il mercurio iniettato con i vaccini va a sostituirsi all’idrogeno delle proteine. Un enzima che ha il mercurio al posto dell’idrogeno non funziona più. Quindi le reazioni chimiche indispensabili all’organismo non avvengono più o avvengono in tempi infinitamente più lenti.

Tra i pincipali danni, spiega Montanari, vi sono: autismo, reazioni rallentate, ansia, disturbi dell’apprendimento.

Mentre le reazioni a livello cerebrale sono immediate, se, invece il mercurio finisce nell’intestino, le reazioni si vedranno nel corso di mesi.

Soluzioni? Per il Professor Montanari la soluzione è solo una: studiare accuratamente i medicinali prima di metterli in commercio!

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