Agricoltura biologica e biodinamica: cosa sono e in cosa differiscono

agricoltura biologica e agricoltura biodinamica

Vediamo cosa sono l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica, in cosa differiscono e come ottenere le certificazioni.

Agricoltura Biologica e  biodinamica

Spesso erroneamente confuse e sovrapposte, l’agricoltura biologica e l’agricoltura biodinamica, per quanto presentino diversi punti d’incontro, rappresentano due metodi diversi.

La prima, la bio, nasce più per esigenze di ecosostenibilità e salute. La biodinamica, invece, si basa su concezioni di Antroposofia: un ramo della Filosofia che vuole ricongiungere uomo e natura anche attraverso il cibo.

Il biologico si sviluppa secondo criteri più pratici laddove il biodinamico rimanda a studi ed elucubrazioni più astratte.

Tuttavia, per entrambi i metodi, è fondamentale il rifiuto di qualunque prodotto chimico che possa contaminare il terreno e il cibo.

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica nasce in Germania, Austria e Svizzera intorno alla metà del secolo scorso.
Grazie ad una sempre più diffusa attenzione alla salute e ad una maggiore sensibilità a tematiche ambientali, questo tipo di agricoltura, negli ultimi anni, ha conosciuto un crescente successo tanto che oggi occupa l’1% della superficie europea coltivabile.

Nell’ agricoltura biologica non vengono utilizzati prodotti di sintesi come concimi chimici, diserbanti o fitofarmaci.

Lo scopo precipuo di questo metodo di coltivazione è il rispetto dell’ambiente, non facendo ricorso a sostanze che possano inquinare i terreni, i corsi d’acqua o l’aria.

Ma non basta non utilizzare prodotti chimici: un prodotto agricolo, per essere definito “bio”, deve essere coltivato su terreni lontani da fonti di contaminazione come autostrade e fabbriche. Nel caso di prodotti di origine animale, come carne, uova o formaggi, per avere la certificazione biologica, devono provenire da bestiame nutrito esclusivamente con mangime non trattato chimicamente, senza l’uso di antibiotici, ormoni o altri stimolanti della crescita

Oltre al rispetto verso l’ambiente, l’ agricoltura biologica ha l’obiettivo di produrre cibo genuino, sano e privo di elementi tossici e dannosi per la salute.
Oltre a coltivare su terreni incontaminati e senza l’uso di prodotti chimici, è fondamentale il rispetto della stagionalità delle colture e il km 0: la minor distanza possibile tra chi coltiva, chi vende e chi acquista.

Agricoltura Biodinamica

L’agricoltura biodinamica è nata negli anni ’20 per opera del filosofo e scienziato tedesco Rudolf Steiner. Dunque ben prima dell’agricoltura biologica anche se meno conosciuta di quest’ultima.

Come per l’agricoltura biologica, lo scopo principale è produrre cibo sano e genuino, scevro da qualunque residuo chimico e tossico e, al contempo, rispettare l’ecosistema non inquinando,
Ma, a differenza dell’agricoltura bio, la biodinamica si arricchisce di solide basi teoriche e filosofiche e il pilastro portante che la regola è la connessione tra Terra e Cielo.

I principi dell’agricoltura biodinamica sono:
– il rispetto della biodiversità;
– la rotazione delle colture;
– l’osservazione delle fasi lunari e dei cicli planetari nella semina e nella coltivazione;
-l’utilizzo di appositi compost per la concimazione;
– il rifiuto di qualunque prodotto chimico.

Nell’agricoltura biodinamica vengono impiegati oggetti che potrebbero apparire strani (corna e vesciche di animali ad esempio) ma che, secondo la filosofia steineriana, hanno un forte potere magnetico per attrarre energie funzionali ad accrescere la fertilità dei terreni.

Anche il letame utilizzato, ottimo concime naturale utilizzato dai contadini di una volta che neppure conoscevano il significato di “biodinamico”, qui viene impiegato non tanto per le sue proprietà organiche quanto per la sua capacità di captare influssi astrali

Agricoltura biologica e biodinamica, come ottenere le certificazioni

L’agricoltura biodinamica è regolata dall’associazione Demeter, l’unica in grado di fornire una certificazione ai prodotti ottenuti seguendo le linee guida. Per potersi qualificare come biodinamica, un’azienda deve essere preventivamente certificata come biologica: dunque tutte le aziende biodinamiche sono anche aziende bio.

L’ agricoltura biologica ha una valenza legale differente rispetto a quella biodinamica. La certificazione biologica è regolamentata da leggi italiane ed europee. L’ultimo intervento dell’Unione Europea in materia è l’approvazione del Regolamento 834 del 2007.

In Italia esistono appositi organismi di controllo (Odc), per rilasciare la certificazione bio, autorizzati dal Ministero per le Politiche Agricole.

Oggi, per ottenere la certificazione Bio in Italia, un’azienda deve procedere secondo il seguente iter:

  1. inviare i documenti relativi alla propria azienda ad uno degli organismi  deputati alla certificazione. Il produttore sceglie liberamente a quale ente rivolgersi tra quelli autorizzati
  2. Comunicare alla Regione che si è avviata la procedura per la certificazione.
  3. Seguire tutte le norme indicate dalla normativa europea del 2007 sopra citata.
  4. Attendere la conversione totale dei terreni (circa 2-3 anni).
  5.  Nel caso di modifiche e variazioni del ciclo produttivo, comunicare antro 15 giorni agli enti certificatori

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