Ambiente e salute: ci stiamo estinguendo volontariamente

Il Professor Montanari ci spiega perché ambiente e salute sono legati indissolubilmente e come potremmo migliorare la situazione del Pianeta.

Ambiente e salute: due volti della stessa medaglia

In Italia la potenzialità produttiva 124 Giga Byte ma ne consumiamo una quarantina. E il resto? Il resto non c’è!

Infatti 124 Giga Byte sono la “potenzialità”, non la produzione effettiva; di fatto ne viene prodotta molta ma molta meno.
Come ci spiega il Professor Stefano Montanari, scienziato ed esperto di nanopatologie, esistono 2 tipi di energia: non rinnovabile e rinnovabile.

Professor Stefano Montanari

Professor Stefano Montanari

L’Energia non rinnovabile è quel tipo  di energia,  immagazzinata nel sistema chiuso Terra (petrolio, uranio, carbone, gas naturale ), che  una volta usata si esaurisce.

L’Energia rinnovabile, invece, è definita tale perché si rinnova ad una velocità almeno pari a quella con cui viene consumata.

La Terra, in quanto sistema chiuso, può solo recepire energia dall’esterno.
La nostra unica fonte energetica esterna è il Sole, che è una fonte molto generosa.

Le fonti energetiche interne (petrolio, carbone, gas naturale, uranio) non sono distribuite equamente e questo ha condotto agli squilibri economici e geopolitici attuali.

L’energia solare, invece, è equa: arriva ovunque.
L’Italia, tuttavia, sfrutta appena l’8% di energia solare mentre potremmo arrivare al 95%. E anche quel misero 8%viene sfruttato male perché i sistemi di cattura dell’energia solare sono poco redditizi, poco efficienti e inquinanti.

Il Professor Montanari spiega perché l’uomo si sta estinguendo volontariamente a scopo di lucro: non sfrutta l’energia solare per arricchirsi attraverso la vendita di energia non rinnovabile altamente inquinante e tossica che produce conseguenze disastrose per ambiente e salute oltreché per l’economia internazionale.

Il vero peccato originale fu il fuoco

L’uomo è l’unico animale che vive in contrasto con la natura.
L’unica possibilità di salvezza è il ritorno alla natura.
Il primo elemento a staccarci dalla natura è stato il fuoco: un atto rivoluzionario ma suicida.

La soluzione sarebbe tornare a vivere come nell’era al pre- fuoco ma oggi non è possibile, non saremmo in grado di sopravvivere.

Cosa fare allora? Usare con sapienza e intelligenza quello che abbiamo: in primis le scoperte scientifiche utili a migliorare lo status quo del Pianeta e, quindi, di noi tutti e mettere in atto sistemi di produzione  che ci facciano  utilizzare meno energia e inquinare meno.

Gli inceneritori

Con gli inceneritori noi non produciamo ma bruciamo energia bruciando manufatti che ci sono costati un patrimonio. Prendiamo, ad esempio, le banalissime bottiglie di plastica a cui, ingenuamente, non attribuiamo alcun valore.
La bottiglia di plastica contiene l’ energia del petrolio in quanto la plastica deriva dal petrolio la cui estrazione ha costi notevoli.

Bruciando la bottiglia noi bruciamo il petrolio e tutti i soldi che ci è costato.

Come se ciò non bastasse dalla bottiglia di plastica ricaviamo una quantità piccola di energia che non compensa minimamente i costi affrontati per produrla.

Se anziché plasticaccia producessimo della plastica migliore da riutilizzare anche 100 volte ridurremmo enormemente i costi e inquineremmo molto meno.

Perché, allora, continuiamo sulla strada degli inceneritori che, con i fumi emessi, danneggiano enormemente ambiente e salute oltre a non portare alcun beneficio in termini di resa?

La ragione, come spiega Montanari, è semplice: l’Italia è l’unico paese che paga chi dice di produrre energia con gli inceneritori. Effetto immediato: più porcherie produco più posso bruciare e più brucio più guadagno.

In tal modo s’incentiva la produzione di rifiuti per bruciarli
L’Italia ha avuto, negli ultimi anni, un aumento vertiginoso di produzione di rifiuti per  interessi economici.

Le estrazioni

ambiente e salute carbone

 Capitolo a parte sono le estrazioni.

Il carbone è stato il protagonista della prima rivoluzione industriale. Utilizzato in Inghilterra nel 1700 per far funzionare le macchine tessili.

Oltre a conseguenze sociali gravissime produsse un abnorme inquinamento con effetti disastrosi per ambiente e salute tanto che nel 1952, solo a Londra, vi furono 12.000 morti.

Il carbone è radioattivo e contiene metalli pesanti altamente tossici.

Oggi, in modo assolutamente scriteriato, si sta tornando al carbone.
In questo modo, a causa del processo di ossidazione, sottraiamo ossigeno dall’atmosfera: bruciare significa ossidare e per questo processo prendiamo ossigeno e ributtiamo fuori anidride carbonica.
Effetto? Abbiamo un’atmosfera sempre più velenosa.

Altro metallo decisamente nocivo per ambiente e salute e parecchio dispendioso è l’urano.
L’uranio è un metallo  comune sulla terra ma non ci sono molti giacimenti perché è sparso un po’ dappertutto.
E’ considerato prezioso proprio perché, essendo pochissimi i giacimenti, è difficile estrarlo a prezzi convenienti.

L’uranio quando ha esaurito il suo potenziale energetico deve essere smaltito.
La stragrande quantità di uranio da smaltire viene buttata nelle miniere di sal gemma abbandonate.
Ma questi depositi poi vanno a contatto con l’ acqua  inquinando le falde acquifere.

In Italia abbiamo diverse  vecchie centrali nucleari con materiale radioattivo che deve essere raffreddato con acqua di mare: quest’acqua in seguito torna in mare carica di radioattività. Le conseguenze su ambiente e salute sono facilmente deducibili!

Infine, altro combustibile che viene estratto, è l’ olio di palma.
Affinché la palma venga coltivata occorre distruggere la foresta equatoriale che ci dà ossigeno.
Ogni giorno vengono distrutti 49 km quadrati di foresta equatoriale per coltivare le palme.
Le palme hanno una produzione di 5 anni. Poi i territori, divenuti improduttivi,vengono abbandonati e non servono più.

Dunque sottraiamo ulteriormente ossigeno al Pianeta e a noi stessi.

Cosa fare, dunque, per non morire e non distruggere definitivamente ambiente e salute?

Implementare la produzione di sistemi efficienti e ecocompatibili per catturare l’energia solare e quella eolica, uniche fonti rinnovabili e non inquinanti, passando dall’attuale microscopico 8% ad almeno un 90-95%. Chiudere gli inceneritori dannosi anche per l’economia nazionale e, soprattutto, cercare di vivere il più possibile secondo natura come tutti gli altri animali già fanno.

 

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