LA PURIFICAZIONE DELL’ISOLAMENTO

Tagliarsi fuori dal mondo circostante è certamente una scelta radicale ma i suoi benefici sono indiscutibili, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui si è quotidianamente bombardati da una miriade di stimoli contrastanti.

Non si sta ora consigliando di andare di punto in bianco ad isolarsi per tutta la vita in un eremo sull’Himalaya, si sta soltanto suggerendo di trascorrere una mattinata od un pomeriggio in solitudine avendo spento computer, televisione e telefono cellulare.

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LE BASI DELLA MEDITAZIONE

Chiunque abbia avuto la fortuna di partecipare a dei ritiri spirituali di Tradizione Buddhista lo sa perfettamente: buona parte del tempo viene trascorsa concentrandosi sulla respirazione. Soprattutto quando ci si trova in ambito Theravada (la forma di Buddhismo dominante in Tailandia, Birmania, Sri Lanka e Laos) non si tratta tanto di controllare i meccanismi della respirazione quanto di concentrarsi semplicemente su di essa.

Si parla pertanto di qualcosa di diverso dagli esercizi di respirazione di matrice Yoga noti sotto il nome di Pranayama perché in questi ultimi, il ritmo e la modalità della respirazione vengono volutamente modificati. Accade quindi sovente che i monaci dedichino ore intere a spiegare l’intero processo della respirazione e come avvalersene per rilassarsi e purificare la mente da stress e tensioni.

Dove praticare:
Ovviamente, il luogo scelto deve essere tranquillo, silenzioso e pulito, meglio spegnere cellulari e computer prima di cominciare!

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Trovare il Benessere iniziando da un Mantra

Se mi si domanda da dove cominciare una pratica che riduca rapidamente i livelli di stress, la mia risposta è quasi sempre il suggerimento di cominciare con un mantra.

Ora, questa parola sanscrita non indica nulla più di un suono che viene volutamente ripetuto per un certo numero di volte allo scopo di pacificare la mente: in effetti, l’etimologia della parola ‘ mantra’ può portare a qualcosa come ‘ sostegno per il pensiero’.

Si tratta quindi di trovare la calma focalizzando l’interminabile flusso dei nostri pensieri in un punto determinato attraverso un certo suono ed il fatto che questo ultimo abbia un significato è in qualche modo secondario. Quindi, anche il proprio nome può andare bene se ripetuto a bassa voce per qualche minuto: fu così che Lord Tennyson, il grande poeta vittoriano, riuscì varie volte a placare le sue inquietudini di adolescente trovandosi in solitudine (cfr. Hallam Lord Tennyson in Tennyson,’ A Memoir’, 2 vols. London, 1897 1:320).

Ovviamente, vi sono innumerevoli leggende circa asceti che nel folto di foreste tropicali sussurrano agli orecchi dei loro devoti discepoli delle frasi sanscrite dotate di poteri magici: non mi pare tuttavia il caso di prestare totalmente fede a dei racconti che, per quanto affascinanti, appartengono più alla leggenda che alla realtà di tutti i giorni.

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