Dieta Mima Digiuno

dieta mima digiuno

Il Professor Valter Longo, dopo 10 anni di studi, ha sviluppato la Dieta Mima Digiuno che riproduce tutti i benefici del digiuno ad acqua.

Che cos’è la Dieta Mima Digiuno

La Dieta Mima Digiuno è un protocollo alimentare che simula il digiuno prolungato ad acqua.
Dura 5 giorni durante i quali il paziente, a differenza del digiuno vero e proprio, può assumere cibi vegetali. Il primo giorno il protocollo prevede l’introduzione di 1150 Kcal, dal secondo al quinto giorno, invece, le Kcal scendono a 800.

Come nasce la Dieta Mima Digiuno

L’inventore di questo regime alimentare è il Professor Valter Longo, biologo.
Egli, dopo aver scoperto due delle tre vie metaboliche che causano l’invecchiamento cellulare, ha iniziato a fare ricerche ed esperimenti, insieme al suo team, per scoprire un modo per ridurre l’invecchiamento biologico.

Professor Valter Longo, inventore della Dieta Mima Digiuno

Professor Valter Longo, inventore della Dieta Mima Digiuno

Infatti alla base di numerose malattie come l’Alzheimer, il Diabete di tipo II, la maggior parte dei tumori e le patologie cardiovascolari, vi è proprio l’invecchiamento delle nostre cellule che non funzionano più a pieno ritmo.

Lo scienziato e il suo team sono giunti alla conclusione che il digiuno periodico induce importanti risposte biologiche da parte dell’organismo stimolando la rigenerazione cellulare, ovvero la formazione di cellule nuove, giovani e sane. Il digiuno, pertanto, svolge una potente funzione anti-invecchiamento.

Il digiuno, in parole povere, costringe l’organismo a”ripararsi” attraverso una specie di shock dovuto all’assenza di cibo. Questo shock fa sì che il corpo, per proteggersi, corra ai ripari eliminando le cellule vecchie e generandone di nuove.

In seguito a questi studi il Prof. Longo è arrivato a formulare la Dieta Mima Digiuno: un regime dietetico che produce gli stessi effetti benefici del digiuno ad acqua fornendo però all’organismo tutti i macronutrienti e micronutrienti di cui ha bisogno.

In questo modo anche chi lavora potrà continuare a svolgere le normali attività senza mai sentirsi debole o affaticato.

La Dieta Mima Digiuno, insomma, essendo perfettamente bilanciata e apportando le giuste proporzioni di carboidrati-proteine-grassi-vitamine-minerali arreca tutti i benefici del digiuno senza, tuttavia, gli svantaggi come senso di debolezza o attacchi di fame.

Tanti tipi di digiuno

Quando sentiamo parlare di “digiuno” automaticamente pensiamo all’assenza totale di cibo per periodi abbastanza lunghi.

In realtà esistono 3 tipi di digiuno: intermittente, alternato, prolungato.

Digiuno Intermittente

Consiste nel digiunare un paio di giorni non consecutivi a settimana (tipo il lunedì e il giovedì, il martedì e il venerdì, ecc…).
Non è particolarmente impegnativo e, per questo, viene attuato da un gran numero di persone, specialmente durante diete dimagranti.

Digiuno Alternato

E’ una forma di digiuno molto diffusa tra la popolazione igienista. Consiste nell’assumere cibo soltanto la sera a cena e solo acqua durante il giorno.

Esiste una versione ancora più soft che comporta una privazione di cibo per circa 16/18 ore: si cena alle 20 e non si tocca più cibo fino alle 12 del giorno dopo.

Non si può parlare di digiuno in senso proprio ma è comunque un buon metodo per non sovraccaricare fegato e reni con continue assunzioni di alimenti.

Digiuno Prolungato

Il digiuno prolungato, a cui la Dieta Mima Digiuno s’ispira, consiste nell’assumere solo acqua e niente altro per più giorni consecutivi.

E’ l’unico regime che, sottoponendo l’organismo in una condizione di forte “stress”, ne stimola la rigenerazione cellulare e ne aumenta le risorse, inducendolo ad autoguarirsi.

Nessun altro programma dietetico al di fuori del Digiuno Prolungato e della Dieta Mima Digiuno può indurre questi benefici al corpo e alla mente.

I benefici del digiuno

E’ stato dimostrato che il digiuno a sola acqua aiuta l’organismo a:
-Diminuire il peso corporeo, in particolare il grasso viscerale
– Rigenerare le cellule staminali
– Mantenere il glucosio a livelli ottimali
– Ridurre drasticamente le infiammazioni corporee
– Mantenere i trigliceridi e il colesterolo a livelli ottimali
– Mantenere la pressione sanguigna a livelli ottimali
– Preservare la densità ossea e la massa muscolare

Per maggiori informazioni sulla Dieta Mima Digiuno e sulle ricerche svolte dal Professor Valter Longo:

https://valterlongo.com/?lang=it

https://www.ifom.eu/it/ricerca-cancro/ricercatori/valter-longo.php

 

Proteine vegetali: dove si trovano

Proteine vegetali

Quali cibi assumere per assicurarsi il giusto quantitativo di proteine vegetali all’interno di un’alimentazione vegana.

L’importanza delle proteine

Le proteine, insieme ai grassi e ai carboidrati, sono uno dei macronutrienti essenziali per il nostro organismo: hanno una funzione plastica, ovvero forniscono materiale di crescita ai nostri muscoli oltreché energia a mente e corpo.
Esse sono grandi molecole composte da altre molecole più piccole, gli aminoacidi .
Vista l’importante funzione che svolgono si può facilmente dedurre quanto sia fondamentale inserire la giusta quantità di proteine attraverso l’alimentazione.

Una dieta vegana varia, equilibrata e ben bilanciata non sarà assolutamente carente di questo prezioso macronutriente.
Infatti le proteine non si trovano solo in carne, pesce, uova e latticini ma anche alcuni alimenti di origine vegetale ne sono ricchissimi. In questo caso parliamo di proteine vegetali.

legumi ricchi di proteine vegetali

I legumi sono ricchissimi di proteine vegetali

Le proteine vegetali

Come ha chiarito la Dott.ssa Benedetta Raspini, nutrizionista, a differenza delle proteine animali, le proteine vegetali sono prive di grassi e producono meno prodotti di scarto durante il loro metabolismo, non affaticando, quindi, i reni impegnati nello smaltimento delle tossine.

Tuttavia le proteine vegetali non contengono tutti gli aminoacidi essenziali e, per questo, è necessario combinare diversi alimenti in ogni pasto al fine di assicurarsi un apporto proteico completo.

La scelta migliore per chi ha scelto un’alimentazione cruelty free è la “complementarità degli alimenti”, cioè combinare tra loro vegetali che contengono diversi aminoacidi.

Nel breve periodo anche dissociando gli alimenti (cioè mangiando, ad esempio, a pranzo i cereali e a cena i legumi) non si avranno problemi in quanto il nostro corpo è una macchina meravigliosa e perfetta volta a ristabilire sempre l’equilibrio e, quindi, per supplire agli aminoacidi che gli mancano, andrà ad attingere a quelli presenti nelle riserve endogene dell’organismo.

Ma a lungo andare non combinare nel modo giusto gli alimenti potrà causare carenze proteiche.
La via migliore resta quella di variare il più possibile e consumare una vasta gamma di alimenti di origine vegetale.

Dove trovare le proteine vegetali

Tra gli alimenti più ricchi di proteine vegetali vi sono i legumi (in particolare la soia), il seitan, i cereali e la frutta secca.

pasta e fagioli ricca di proteine vegetali

Pasta e Fagioli

Mixare cereali e legumi o legumi e frutta secca è un’ottima idea non solo per creare piatti sfiziosi ma anche per assicurarci pietanze che contengono tutti gli aminoacidi che ci servono per carburare al meglio.

Una possibile combinazione è la classica pasta e fagioli, ricetta tipica della tradizione contadina italiana; oppure risi e bisi, cioè riso e piselli, piatto tradizionale del Friuli; anche una fresca insalata di ceci e frutta secca rappresenta un valido aiuto per assimilare la giusta quantità di proteine vegetali.

Link dettagliato dove trovare le proteine vegetali con i relativi valori nutrizionali:

https://www.scienzavegetariana.it/conoscere/nutrienti/proteine_tutti.html

 

VegAnic e il risveglio dell’istinto

VegAnic e il risveglio dell'istinto naturale

Nel mare magnum delle diete naturali, VegAnic si distingue per il suo metodo olistico ed educativo che punta a risvegliare l’istinto naturale.

Che cos’è VegAnic

VegAnic è un metodo di educazione alimentare ideato dal Dottor Michele Riefoli, autore del libro Mangiar Sano e Naturale.

 

Dottor Michele Riefoli ideatore di VegAnic

Dottor Michele Riefoli ideatore di VegAnic

L’individuo viene considerato nella sua dimensione olistica in vista del conseguimento di un benessere a 360 gradi, possibile solo attraverso il ricongiungimento tra uomo e natura.

Il metodo VegAnic non è solo informativo ma anche educativo: non si limita a spiegare  come nutrirsi per avere un’alimentazione ottimale sotto l’aspetto salutistico, etico ed ecologico ma ambisce ad educare l’organismo, il gusto e le abitudini delle persone affinché si liberino da schemi mentali “imposti” dalla società e si riavvicinino alla natura, scegliendo il cibo con consapevolezza in base alla specie a cui appartengono e senza condizionamenti esterni.

Il fine ultimo del sistema VegAnic è quello di favorire il risveglio dell’istinto naturale e della capacità di attenzione e d’ascolto attivo nei confronti del proprio organismo.

Questo istinto è presente in ogni animale, umano e non umano, solo che la specie umana lo ha progressivamente perso, soffocato da messaggi di marketing veicolati da pubblicità e finti scienziati.

In cosa si differenzia da altri tipi di alimentazione naturale

Alla base del metodo VegAnic vi sono ragioni salutistiche, etiche ed economico-ambientali supportate da dati di anatomia comparata e di fisiologia.
Viene proposto un modello di alimentazione naturale a base vegetale bilanciato, completo e ben equilibrato al fine di soddisfare le esigenze del corpo e della mente e di raggiungere un ottimale stato di salute ed energia.

Pur essendo un sistema alimentare che promuove l’uso di cibi biologici e integrali, si differenzia da altre proposte di nutrizione naturale, come l’ alimentazione Macrobiotica, principalmente per 2 motivi:

  1. vengono utilizzati cibi appartenenti alla tradizione mediterranea;
  2.  viene dato ampio risalto agli alimenti crudi.

 

VegAnic e gli alimenti crudi

Come funziona il metodo VegAnic

Il metodo VegAnic si rivolge sia a vegani, vegetariani e crudisti sia a onnivori che verranno condotti verso una graduale transizione.

Alcuni dei principi base del metodo sono:

  • eliminare o ridurre drasticamente (fino ad eliminare del tutto) carne, pesce e prodotti di origine animale
    iniziare ogni pasto con verdure crude
  • aumentare il consumo giornaliero di frutta fresca, verdura cruda e cereali integrali in chicco
  • mangiare frutta a stomaco vuoto e lontano dai pasti
  • eliminare sale e zucchero
  • usa l’olio evo come condimento a crudo
  • abolire alcool, fumo, caffè e cioccolato
  • non bere durante i pasti
  • masticare bene e a lungo
  • non alzarsi mai da tavola troppo sazi
  • osservare attentamente le reazioni dell’organismo in seguito all’assunzione dei vari cibi

 

Per maggiori info https://www.veganic.it/

 

Alimentazione vegana e fake news

Alimentazione vegana e fake news

Negli ultimi anni intorno all’alimentazione vegana  sono state diffuse molte fake news per creare allarmismi.

Fake news sull’alimentazione vegana

Circa il 99% delle notizie fasulle intorno all’alimentazione vegana riguardano i bambini.

Si è molto scritto e parlato di “bambini ricoverati in ospedale a causa della dieta vegana” o che addirittura sarebbero stati sottratti alla potestà genitoriale per questa ragione.

Ciò ha creato un clima di paura e ulteriore diffidenza nei confronti della nutrizione cruelty free che già non godeva di una buona opinione nella mente di molti, spaventati da tutto ciò che sfugge al ” già conosciuto”.

Ma, come di seguito vedremo, la stragrande maggioranza delle notizie diffuse si sono rivelate fake news, false o incomplete.

Alimentazione vegana nei bambini

Firenze, luglio 2015

I giornali riportano la notizia di un bambino vegano di 11 mesi  ricoverato per carenza di B12.

A settembre si scopre che i genitori non sono vegani ma il padre vegetariano e la madre onnivora.

Il vero problema che causò il ricovero del bimbo era l’assenza di svezzamento in quanto a 11 mesi veniva nutrito ancora  solo con latte materno e non gli veniva somministrato l’integratore di vitamina B12.

Treviso, febbraio 2016

Titolo da prima pagina: “Shock a Treviso, bambina vegana non cresce”.

Negli articoli viene spiegato che la bambina non prendeva latte materno ma latte di mandorla “perché i genitori erano vegani”.

Qui il problema non era l’ alimentazione vegana  ma semplicemente il fatto che se un bambino non viene alimentato con il latte materno allora è necessario ricorrere ad un latte integrativo (che può essere sia di origine animale sia vegetale) specificamente formulato per l’allattamento e lo svezzamento e non con un comune latte vegetale.

Pure se i genitori avessero dato alla bimba del comune latte vaccino o caprino lei avrebbe avuto problemi legati alla crescita.

Fake news su alimentazione vegana

Milano, luglio 2016

Viene segnalato dai giornali un “bambino vegan” che a 1 anno pesava come un bambino di 3 mesi.

Si scopre che il bambino non era vegano ma veniva nutrito con differenti tipi di latte, anche di origine animale.

Ma, soprattutto, la causa della sua condizione era la grave cardiopatia da cui era affetto dalla nascita.

Quindi, anche in questo caso, l’alimentazione vegana non c’entra.

In seguito viene fatta circolare la seconda fake news, ovvero che il bambino era stato affidato ai nonni a causa dell’alimentazione scriteriata dei genitori.

Il minore fu realmente sottratto ai genitori ma non per l’alimentazione vegana (ll bambino  NON veniva svezzato in modo vegano!) ma perché essi si erano rifiutati di farlo operare in una situazione di effettiva necessità.

Pennsylvania, ottobre 2016

 Anche qui grandi titoloni: “Mamma vegana arrestata in Pennsylvania”.

La verifica dei fatti poi smentì la correlazione tra alimentazione vegana e denutrizione del piccolo.

Il problema consisteva nel fatto che la madre dava al bambino di 11 mesi solo frutta secca e frutta fresca e niente altro. Ovviamente questa non è un’alimentazione vegana equilibrata e adatta ad un bimbo nella fase più importante della crescita.

Nutrire un bimbo con soli 2 cibi non è sano ma sarebbe  stato ugualmente dannoso anche se i 2 cibi fossero stati di origine animale.

Fonte https://www.famigliaveg.it/genitori/dossier-bambini-vegan-stampa.html

 

 

Vitamina B12: intervista al Dott. Vasco Merciadri

Come tutti sappiamo, ormai si parla di vitamina B12  in tutti i contesti che riguardano la salute delle persone.

É assodato che la vitamina B12 non viene prodotta dagli animali ma viene prodotta da batteri che si trovano sull’erba.

Al nostro corpo serve un piccolissimo quantitativo di vitamina B12 (circa 3 mcg al giorno) ma quel poco é essenziale, infatti,  la carenza di questa vitamina a lungo termine, puó provocare gravi danni. Continua a leggere

 

Metti la salute a tavola!

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo!”

Ippocrate, medico dell’antica Grecia, con questa citazione illuminante metteva in evidenza la stretta relazione tra cibo e salute. Parole più che mai attuali, soprattutto in questi tempi dove il carrello della spesa di molti consumatori è riempito con un’elevata quantità di cibi di scarsa qualità, che possono influire negativamente sul nostro benessere.

La scelta dovrebbe essere invece diretta verso un’alimentazione più sana e naturale, con meno additivi chimici, con un maggior consumo di prodotti freschi anziché industriali, con la presenza di alimenti così come la natura ci dona, rispettando la stagionalità.

Cerchiamo inoltre di acquistare cibi più “puliti” (ad esempio da agricoltura biologica) e, non meno importante, adottare un’alimentazione più sostenibile al fine di ridurre l’impatto ambientale.

L’invito è anche di orientarsi verso l’utilizzo di ingredienti prevalentemente vegetali, che significa passare da una cucina che talvolta si basa per lo più su carne, affettati, formaggi e uova, a una molto più diversificata che include sia gli alimenti appartenenti alla cultura culinaria mediterranea, che i protagonisti della tradizione orientale.

Parliamo quindi di tradizione valorizzata da una nuova cultura del cibo.

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Disbiosi intestinale… cause e soluzioni

La composizione del microbiota intestinale è differente a seconda del tratto intestinale in cui ci troviamo. Nell’ intestino tenue, oltre a svolgersi  la maggior parte della digestione ed assorbimento delle sostanze nutritive provenienti dall’ alimentazione, vi giungono anche tutti i potenziali microrganismi pericolosi che sono riusciti a superare il viaggio attraverso lo stomaco.

La parte superiore dell’intestino tenue, composta da duodeno e digiuno, è scarsamente popolata, con i suoi 10.000 microganismi per millilitro, dove si trovano soprattutto batteri appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli. Tutti i Lactobacilli, hanno caratteristiche comuni:

  • preferiscono un terreno di coltura a base di latte per svilupparsi ( infatti essi provengono dai latticini che consumiamo),
  • producono l’enzima lattasi, essenziale per la digestione del lattosio,
  • producono acido lattico dai carboidrati, utile per mantenere in questo tratto dell’apparato digerente un ambiente acido,
  • sfavorevole a microrganismi pericolosi che necessitano di ambiente alcalino per proliferare e sono anaerobi facoltativi, cioè possono crescere sia in presenza che assenza di ossigeno.

I Lactobacilli, in questa parte dell’intestino, sono perlopiù transienti, come il Lactobacilli bulgaricus ed il Lactobacilli casei.

La parte inferiore, l’ileo, presenta invece una popolazione variegata e stabile, dove il Lactobacilli Acidophilus riveste il ruolo di principale colonizzatore di questo tratto. Questo Lactobacilli vi risiede stabilmente e costituisce la prima linea di difesa contro gli invasori esterni, come ad esempio i lieviti, come Candida Albicans o altri batteri come Escherchia coli.

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