La dieta vegana fa risparmiare

dieta vegana sana e naturale

 Una dieta vegana, sana e naturale, fa bene non solo a etica, ambiente, clima e salute ma ci fa anche risparmiare.

Dieta Vegana e pregiudizi

Uno dei tanti stereotipi che gravitano intorno al mondo vegan consiste nel credere che la dieta vegana comporti un maggiore dispendio economico. (“Dieta” intesa NON come cura dimagrante o regime alimentare restrittivo ma come “scelta nutrizionale cruelty free”. Dal greco “Diaita” che significa “modo di vivere”).
Ma, a dispetto di quanto molti pensano, la dieta vegana fa bene anche al portafogli oltreché a salute, animali, ambiente, clima, distribuzione delle risorse idriche e alimentari.

Iniziamo subito a sfatare un mito: la dieta vegana non si basa su cibi pronti come burger o polpette di soia, seitan, tofu, salumi e formaggi vegetali.
Questi, semmai, rappresentano una sporadica eccezione all’interno di un’alimentazione naturale, sana e bilanciata.

La base di una dieta vegana equilibrata sono la frutta e la verdura fresca, i legumi e i cereali integrali. Tutti prodotti che madre Terra ci dona spontaneamente e che chiunque può reperire in qualunque mercato o supermercato a pochi euro.

 

Dunque gli alimenti su cui si fonda una dieta cruelty free sono decisamente meno costosi delle materie prime necessarie agli onnivori: verdure, frutta, legumi e cereali, ad oggi, hanno prezzi inferiori di carne- pesce- uova- formaggi.

Come risparmiare mangiando vegan

Esistono piccoli trucchi per risparmiare ulteriormente anche sull’acquisto dei prodotti freschi e naturali:

1) per prima cosa iscrivetevi al GAS (Gruppo Acquisto Solidale) più vicino a casa vostra. Attraverso i GAS, infatti, si acquista direttamente dai produttori locali con notevole risparmio.

Oltre ai prodotti alimentari è possibile acquistare anche saponi e detersivi ecologici, creme e cosmetici vegani, olio, birra.

Solitamente si paga una piccola quota annuale per l’iscrizione (dai 5 ai 10 euro, di solito) e poi non si ha alcun vincolo: di settimana in settimana si vede quali ordini sono in corso e, in base alle proprie preferenze, si ordina solo ciò che si desidera.

In ogni grande città sono presenti i GAS. A Milano ce ne è uno in ogni Municipio. Per la lista completa basta visitare il sito http://www.gasmilano.org/

2) secondo consiglio: una volta a settimana fatevi un giretto al mercato rionale e ai mercati dei contadini in città della vostra zona e andate verso l’orario di chiusura.

mercati contadini e dieta vegana

Ci sono molti banchi che vendono solo frutta e ortaggi italiani  ad un ottimo prezzo. Se poi andate 20/30 minuti prima che smontino tutto, sono sempre tutti particolarmente propensi a trattare i prezzi e a fare sconti. Non fermatevi mai al primo banchetto ma date una rapida occhiata per confrontare i prezzi perché anche a distanza di pochi metri possono variare moltissimo!

3) Botteghe Equo Solidali Chico Mendes
La rete di Chico Mendes è sparsa su tutto il territorio nazionale.

Botteghe equo solidali Chico Mendes
Lì troverete prodotti provenienti da piccole aziende o cooperative del Sud che combattono caporalato e sfruttamento e producono salse, pasta, marmellate, biscotti, olio, succhi di frutta, birre, vini.
Potrete acquistare anche ottima frutta esotica, come mango, avocado e banane, proveniente da regioni sottosviluppate dell’Africa che vengono retribuite a prezzo equo per pagare la manodopera e creare reti di lavoro etico.
In alcuni negozi, inoltre, è possibile ricevere settimanalmente una cassetta di verdura proveniente dai contadini locali a prezzi vantaggiosi.

http://chicomendes.it/

4) Considerate un’eccezione i negozi di Bio o che si dichiarano specificamente Vegani: frutta e ortaggi non sono migliori rispetto al fruttivendolo di quartiere o al contadino di zona.
Sono negozi pieni solo di burger-formaggi-salumi-yogurt vegetali che, all’interno di una dieta vegana corretta, devono rappresentare solo un’occasionale eccezione e non certo un cibo quotidiano.

 

Latte vegetale per allattamento e svezzamento

Latte vegetale per allattamento e svezzamento

Quando il latte materno non è disponibile sono possibili un allattamento e uno svezzamento cruelty free con un latte vegetale apposito.

Il latte vegetale nel primo anno di vita del bambino

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda, almeno per i primi sei mesi di vita del neonato, l’allattamento al seno esclusivo: il latte materno, infatti, è completo di tutti i nutrienti essenziali per la specie umana, adatti a far crescere il bambino sano e forte e con un sistema immunitario robusto e resistente.

Tuttavia in alcune situazioni , per fortuna rare, la mamma non dispone di latte oppure non ne ha a sufficienza.
Per questo motivo è necessario integrare con un altro latte opportunamente formulato per avvicinarli il più possibile alla composizione del latte materno.

allattamento e svezzamento con latte vegetale

I riferimenti a cui devono attenersi i produttori di latti adattati sono stabiliti sul “Global Standard for the composition of infant formula: Recommendations of an ESPGHAN coordinated International Expert Group”, pubblicato sul JPGN 2005

Sul documento dell’ESPGHAN sono individuati componenti raccomandati e componenti opzionali.
Per i primi viene indicato un limite minimo ed uno massimo. Per i componenti opzionalivengono suggeriti solo valori indicativi.

Fino a qualche anno fa il latte integrativo era soltanto di origine animale, prevalentemente vaccino.
Ciò costituiva un grande problema per i genitori vegani che, avendo optato per uno stile di vita totalmente privo di prodotti di origine animale, si vedevano costretti a ricorrere ad un alimento non in sintonia con le loro scelte etiche e alimentari.

Per fortuna oggi non è più così! Con la progressiva crescita del “popolo vegan” anche il mercato si è adeguato e oggi sono disponibili in commercio diversi tipi di latte vegetale sia per sostituire il naturale allattamento al seno sia per proseguire durante lo svezzamento.

Il latte da utilizzare nel periodo da 1 a 6 mesi è denominato latte di “tipo 1”. Nel secondo semestre di vita il latte di tipo 1 può essere sostituito dal latte di identica denominazione ma di “tipo 2”.

Il latte vegetale adattato, solitamente proviene dalla soia o dal riso e, esattamente come quello materno, va continuato certamente fino al primo di età, ancor meglio, se possibile, fino al secondo.

Quando sostituire il latte vegetale integrativo con il comune latte vegetale

Molti genitori si chiedono quando potranno iniziare a somministrare al loro bimbo o alla loro bimba il comune latte vegetale che essi stessi consumano anziché il latte vegetale integrativo specifico per i neonati.

latte vegetale per l'infanzia

Non vi è una risposta valida per tutti i casi.
Ci sono situazioni in cui bambini di età superiore a 12 mesi consumano ancora quantità di latte, adattato o materno, molto elevate, preponderanti sul resto dell’alimentazione. In questi casi, il comune latte vegetale non può sostituire quello integrativo perché l’apporto nutrizionale è inferiore.

Nei casi in cui, invece, l’alimentazione dei bambini si estende ad una gamma di alimenti tale da ridimensionare il latte adattato o materno in un ruolo di alimento complementare, allora si può iniziare ad introdurre il latte vegetale comune che consumiamo anche noi adulti.

Esso va inserito come un qualunque altro alimento e non come mera bevanda: con lo stesso principio della varietà che dovrebbe caratterizzare il consumo degli altri alimenti, in particolare dei cereali, dei legumi, della verdura e della frutta.

Quale latte vegetale scegliere

Il latte vegetale (di soia, di mandorle o di cereali) risulta essere particolarmente interessante per il contenuto proteico, di minerali, vitamine e per l’assenza, a differenza del latte animale, di colesterolo e grassi saturi.
E’ consigliabile scegliere sempre le varianti addizionate con calcio e non dolcificate o aromatizzate.

Per quanto riguarda il latte vegetale di soia è bene informarsi sull’origine di quest’ultima e assicurarsi che non provenga da coltivazioni OGM.

Per quanto riguarda, invece, quello derivato da cereali meglio privilegiare la bevanda preparata a partire da cereali integrali oppure semi-integrali, con un contenuto di minerali e vitamine ben più elevato del latte preparato da cereali raffinati.

 

L’avocado che fa bene a salute e ambiente

Avocado

L’ avocado è un frutto dall’utilizzo versatile e dai molteplici benefici  ma la sua coltivazione non sempre è sostenibile.

Come vengono coltivati gli avocado

Se fino allo scorso decennio il grasso più comune sulla tavola di noi italiani era l’olio extra vergine di oliva, oggi l’avocado lo ha raggiunto o quasi, specialmente grazie al grande utilizzo che ne fanno Vegani e Fruttariani.

 Questo straordinario alimento, soprannominato anche “oro verde”, accanto agli innumerevoli benefici per il  nostro benessere, nasconde anche qualche “peccato originale”.

In primis l’insostenibilità ambientale della sua coltivazione e del suo trasporto.

Fino a qualche anno fa, gli avocado che arrivavano nei nostri mercati provenivano tutti dal Sud America, dal Messico o da Israele dove la grande richiesta di questo frutto per le esportazioni ha provocato perdita della biodiversità e deforestazione: terreni prima occupati da colture diverse, a causa della sempre crescente richiesta, sono stati tramutati in monocolture e siccome lo spazio non era sufficiente sono state abbattute foreste per trovare altri spazi coltivabili.

avocado e deforestazione

avocado e deforestazione

Un altro grave problema legato alla coltivazione del frutto è l’ingente quantità di acqua che richiede (circa 272 litri di acqua per 500 gr di prodotto)

E, infine, non dimentichiamo il fattore inquinamento ambientale legato ai lunghissimi trasporti.

Senza contare che oltreoceano utilizzano metodi di coltivazione che noi non conosciamo; fuori dalla UE è consentito ricorrere a pesticidi che in Europa sono stati vietati in quanto ritenuti poco salutari.

Sicilia Avocado: l’avocado sano e sostenibile

Dal qualche anno per fortuna, la musica è cambiata ed è finalmente possibile gustarsi questo meraviglioso frutto senza recare danni all’ambiente.

Nel 2013 infatti, è nata Sicilia Avocado, una start up che ha deciso di dare una nuova spinta all’economia siciliana proprio attraverso questo alimento tanto amato.

avocado italiani con Sicilia Avocado

Ecco in cosa questa giovane azienda ha saputo fare la differenza rispetto alle colture  estere:

1)  ha creato un nuovo angolo di biodiversità nel pieno rispetto della natura circostante, senza monopolizzare la terra ma, anzi, arricchendola con un nuovo prodotto fino ad allora sconosciuto al mercato interno italiano.

2) Risparmio idrico in quanto per coltivare viene utilizzata l’acqua piovana e l’acqua delle falde acquifere naturali.

3) Notevole riduzione dell’inquinamento legato ai trasporti:  la prossimità della Sicilia fa sì che il massimo viaggio che gli avocado devono affrontare sia di 48-72 ore.

4) Venendo consegnati nel giro di 2/3 giorni dall’ordine vi è l’ulteriore  vantaggio che i frutti vengono raccolti nel momento giusto della maturazione e non maturano al buio nei container.

Quando arrivano sulle nostre tavole sono, quindi, ricchissimi di tutte le proprietà nutritive che solo un frutto maturato naturalmente può avere.

5) La Sicilia deve attenersi alle direttive UE e, pertanto, con Sicilia Avocado siamo sicuri che i nostri avocado non abbiano subito trattamenti con pesticidi nocivi per l’organismo.

Per informazioni:

Sicilia Avocado

 

Vinci l’ Ansia con la Respirazione

Poco tempo fà, abbiamo pubblicato un video in cui Mauro Pepe ci spiegava che l’ansia è un’emozione che si “costruisce”. E’ un meccanismo di difesa inconscio, che il nostro corpo attiva per metterci in guardia e proteggerci da sofferenze o dolori, ma che talvolta prende il sopravvento, boicottando i nostri pensieri costruttivi e la nostra concentrazione.

Non essendo una malattia, ma uno stato d’animo, l’ansia non può venir curata mentre diventa fondamentale imparare a gestirla. Una modalità che ci permette di farlo è proprio occuparci della nostra respirazione, che potremmo definire il nostro nutrimento principale.

Respirando eliminiamo tossine, stimoliamo il sistema linfatico e se impariamo ad usare il diaframma in modo corretto massaggiamo gli organi interni. Continua a leggere

 

Disbiosi intestinale… cause e soluzioni

La composizione del microbiota intestinale è differente a seconda del tratto intestinale in cui ci troviamo. Nell’ intestino tenue, oltre a svolgersi  la maggior parte della digestione ed assorbimento delle sostanze nutritive provenienti dall’ alimentazione, vi giungono anche tutti i potenziali microrganismi pericolosi che sono riusciti a superare il viaggio attraverso lo stomaco.

La parte superiore dell’intestino tenue, composta da duodeno e digiuno, è scarsamente popolata, con i suoi 10.000 microganismi per millilitro, dove si trovano soprattutto batteri appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli. Tutti i Lactobacilli, hanno caratteristiche comuni:

  • preferiscono un terreno di coltura a base di latte per svilupparsi ( infatti essi provengono dai latticini che consumiamo),
  • producono l’enzima lattasi, essenziale per la digestione del lattosio,
  • producono acido lattico dai carboidrati, utile per mantenere in questo tratto dell’apparato digerente un ambiente acido,
  • sfavorevole a microrganismi pericolosi che necessitano di ambiente alcalino per proliferare e sono anaerobi facoltativi, cioè possono crescere sia in presenza che assenza di ossigeno.

I Lactobacilli, in questa parte dell’intestino, sono perlopiù transienti, come il Lactobacilli bulgaricus ed il Lactobacilli casei.

La parte inferiore, l’ileo, presenta invece una popolazione variegata e stabile, dove il Lactobacilli Acidophilus riveste il ruolo di principale colonizzatore di questo tratto. Questo Lactobacilli vi risiede stabilmente e costituisce la prima linea di difesa contro gli invasori esterni, come ad esempio i lieviti, come Candida Albicans o altri batteri come Escherchia coli.

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Mal di schiena? Ecco le possibili soluzioni

mal-di-schienaLa lombalgia, termine medico per definire il mal di schiena, è un sintomo e non una malattia che colpisce il tratto lombare della colonna vertebrale per molteplici cause. E’ in costante aumento, soprattutto in relazione al cambiamento delle abitudini di vita che portano sempre più a condurre una vita tendenzialmente sedentaria. E’ un disturbo molto frequente nella popolazione adulta con un’incidenza annuale massima tra la III e la V decade di vita, ed una prevalenza stimata tra il 12% e il 35%.

Si stima che circa l’80% della popolazione generale accusa almeno un episodio di lombalgia nel corso della propria vita ed entrambi i sessi sono interessati in ugual maniera.

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Microbiota e obesità: cosa c’è di vero?

In questo articolo, Elisabetta Sartini, ci fa capire come l’alimentazione influenza la nostra vita.

Dove origina la nostra salute
Alla nascita il tratto digerente dei neonati è  completamente sterile e viene colonizzato subito, al momento del parto, dai microrganismi con cui viene a contatto provenienti dal tratto riproduttivo della madre. Successivamente i batteri provengono dall’allattamento, dall’ambiente, ed infine dai cibi che nel tempo ingerirà. I bimbi che non sono allattati al seno avranno una “stabilizzazione” del microbiota più tardiva dei bambini allattati naturalmente. Tornando al nostro microbiota umano, cerchiamo di capire e conoscere bene questo “organo” tanto importante quanto discusso. E’ l’insieme di microrganismi che si trovano nell’apparato digerente. Ogni essere umano, come ha un Dna differente dagli altri, ha anche un microbiota diverso.

 Questo organo è composto da centinaia di specie di microrganismi, che vivono in simbiosi, batteri aerobi (vivono in presenza di ossigeno) e batteri anaerobi (vivono in assenza di ossigeno), miceti (funghi e lieviti) e protozoi (organismi animali unicellulari). Questa complessa e dinamica popolazione prende anche il nome di flora batterica.

A cosa serve il microbiota?
Nell’ecosistema intestinale molte di queste specie sono di vitale importanza per la nostra salute. Sappiamo anche che sono distribuite in tutte le aree del nostro corpo: nella bocca, nel naso, nella faringe, nello stomaco, cute, intestino (tenue e crasso) uretra e area vaginale, le cui funzioni sono:

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