IL MANTRA DEL RESPIRO

Caro lettore,
oggi parlerò di come iniziare a fare pratica con i mantra.

La pratica dei mantra può essere collegata alla consapevolezza della respirazione:
all’inizio, il suono verrà ripetuto a voce molto bassa spezzandolo in due per armonizzarlo con il ciclo respiratorio nelle sue due parti, ovvero, inalazione ed esalazione.
Più precisamente, si consideri un mantra tanto caro ai Sikh come ’Waheguru’ (si pronuncia come in italiano, con in più una leggera aspirazione sull’’h’).Inalando si produce il suono ‘ Wahe’ mentre espirando si ripete ‘ Guru’. Naturalmente, si deve preferire a tale scopo un mantra formato da una parola breve, anche brevissima.

Se poi prendiamo in considerazione la sillaba OM, che è il più famoso tra i mantra, ‘O’ corrisponderà all’espirazione a bocca aperta, mentre la ‘M’ sarà un suono pronunciato a labbra socchiuse durante una lenta esalazione.

Non esiste per questa pratica una posizione fissamente stabilita, essa può essere coltivata sia sdraiati con il ventre verso l’alto, sia seduti a gambe incrociate nelle posizioni di yoga note come Sukhasana e Padmasana o anche seduti su di una normale sedia. L’importane è però che la schiena sia ben diritta.

In genere gli occhi sono chiusi, le mani possono riposare con i palmi sulle cosce. Vi è chi impiega abitualmente un rosario. Questo strumento sicuramente aiuta non solo a tenere il conto delle ripetizioni ma anche a rilassare l’intero sistema nervoso data la presenza di numerosissime terminazioni nei polpastrelli delle dita.

In seguito, con l’affinarsi delle nostre capacità di concentrazione sarà anche possibile non ripetere più alcun suono, chiudendo dolcemente la bocca per respirare unicamente attraverso le narici.  A questo punto, il suono prescelto vibrerà nell’immaginazione e sarà anche possibile visualizzarlo ad occhi chiusi.

È interessante ricordare come presso gli hindu il suono OM sia considerato una sillaba sacra in sé stessa e pertanto dotata di poteri taumaturgici. La stessa considerazione vale presso i Sikh che però la scrivono in una grafia diversa. I buddhisti del Tibet e del Ladakh attribuiscono varie capacità miracolose non solo alla sillaba OM ma anche ad una miriade di altri mantra che vengono riprodotti sull’oggettistica liturgica.

 

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