Metti la salute a tavola!

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo!”

Ippocrate, medico dell’antica Grecia, con questa citazione illuminante metteva in evidenza la stretta relazione tra cibo e salute. Parole più che mai attuali, soprattutto in questi tempi dove il carrello della spesa di molti consumatori è riempito con un’elevata quantità di cibi di scarsa qualità, che possono influire negativamente sul nostro benessere.

La scelta dovrebbe essere invece diretta verso un’alimentazione più sana e naturale, con meno additivi chimici, con un maggior consumo di prodotti freschi anziché industriali, con la presenza di alimenti così come la natura ci dona, rispettando la stagionalità.

Cerchiamo inoltre di acquistare cibi più “puliti” (ad esempio da agricoltura biologica) e, non meno importante, adottare un’alimentazione più sostenibile al fine di ridurre l’impatto ambientale.

L’invito è anche di orientarsi verso l’utilizzo di ingredienti prevalentemente vegetali, che significa passare da una cucina che talvolta si basa per lo più su carne, affettati, formaggi e uova, a una molto più diversificata che include sia gli alimenti appartenenti alla cultura culinaria mediterranea, che i protagonisti della tradizione orientale.

Parliamo quindi di tradizione valorizzata da una nuova cultura del cibo.

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Disbiosi intestinale… cause e soluzioni

La composizione del microbiota intestinale è differente a seconda del tratto intestinale in cui ci troviamo. Nell’ intestino tenue, oltre a svolgersi  la maggior parte della digestione ed assorbimento delle sostanze nutritive provenienti dall’ alimentazione, vi giungono anche tutti i potenziali microrganismi pericolosi che sono riusciti a superare il viaggio attraverso lo stomaco.

La parte superiore dell’intestino tenue, composta da duodeno e digiuno, è scarsamente popolata, con i suoi 10.000 microganismi per millilitro, dove si trovano soprattutto batteri appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli. Tutti i Lactobacilli, hanno caratteristiche comuni:

  • preferiscono un terreno di coltura a base di latte per svilupparsi ( infatti essi provengono dai latticini che consumiamo),
  • producono l’enzima lattasi, essenziale per la digestione del lattosio,
  • producono acido lattico dai carboidrati, utile per mantenere in questo tratto dell’apparato digerente un ambiente acido,
  • sfavorevole a microrganismi pericolosi che necessitano di ambiente alcalino per proliferare e sono anaerobi facoltativi, cioè possono crescere sia in presenza che assenza di ossigeno.

I Lactobacilli, in questa parte dell’intestino, sono perlopiù transienti, come il Lactobacilli bulgaricus ed il Lactobacilli casei.

La parte inferiore, l’ileo, presenta invece una popolazione variegata e stabile, dove il Lactobacilli Acidophilus riveste il ruolo di principale colonizzatore di questo tratto. Questo Lactobacilli vi risiede stabilmente e costituisce la prima linea di difesa contro gli invasori esterni, come ad esempio i lieviti, come Candida Albicans o altri batteri come Escherchia coli.

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Intestino: il secondo cervello

Se osserviamo l’intestino da un punto di vista olistico, esso non è semplicemente un organo deputato all’ assorbimento ed eliminazione delle sostanze di scarto, ma è caratterizzato da uno stretto rapporto con il cervello.

Già gli egiziani, quattromila anni fa, sostenevano che l’apparato digerente fosse la sede dei sentimenti, come testimoniano sia il papiro Edwin Smith risalente alla XVII dinastia che il papiro Ebers  datato alla XVIII dinastia. Nel 1907 uno scienziato russo di nome Mecnikov pubblicava il suo lavoro, per allora visionario e fantasioso, Il prolungamento della vita in cui sosteneva il ruolo benefico di alcuni batteri intestinali, e sempre nello stesso anno anche il ginecologo Robinson pubblicava il libro Abdominal and Pelvic Brain, nel quale sosteneva, senza ombra di dubbio, l’esistenza di due cervelli nel corpo umano.

Successivamente nel 1998 il dottor Michael Gershon pubblicava il libro Il secondo cervello che ha dato il via ad un dibattito scientifico, non ancora conclusosi, sulla comprensione di innumerevoli malattie e disturbi.

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Perdere peso con l’aiuto dei fiori di Bach

Dott. Paolo Bianchini, Biologo Nutrizionista ed esperto di Alimentazione Vegan e Terapie Naturali

L’obesità è sempre più riconosciuta come la vera “piaga del III Millennio”, a fronte dei molteplici danni alla salute e del forte impatto che esercita sui costi della sanità pubblica. Basti pensare che le persone affette da obesità hanno un’aspettativa ridotta di vita ed anche la loro qualità della vita ne risente, a tutte le età: sbeffeggiamenti, insulti, bullismo, ghettizzazione, sono parte della vita di queste persone che reagiscono colmando il loro vuoto dell’anima con il cibo e l’addome smisurato diventa una difesa contro gli insulti dell’esterno per poterli tenere lontani da sé.

Tutto ciò implica un vero e profondo disagio dell’anima della persona che affonda le radici anche nella storia personale dell’individuo. Approcciarsi dal punto di vista terapeutico a queste situazioni richiede grande umiltà e rispetto, alla ricerca di soluzioni il più possibile efficaci e delicate nella gestione del problema, in modo da non permettere la rottura dell’equilibrio psicologico della persona, già messo alla prova dal regime alimentare che si sceglie di seguire (sotto la guida di uno Specialista in Nutrizione Umana, ovviamente).

Recentemente, mi è capitato un caso che ha del sensazionale. I miei piani alimentari prevedono una perdita media di 4-6 Kg nel primo mese e poi una perdita costante di 1 Kg/mese. La signora Lorella (nome di fantasia) mi ha chiesto un intervento basato sull’alimentazione vegana, così le ho preparato uno schema alimentare vegan moderatamente ipocalorico. Dal colloquio sono emersi importanti blocchi emozionali che, secondo me, le hanno impedito la piena riuscita in passato di altri interventi dietologici. Così, le ho dato i fiori di Bach specifici per il superamento di questi blocchi emozionali per raggiungere, finalmente, lo stato di benessere che cerca e che merita. La Signora ha perso ben 8 Kg in soli 18 giorni, senza soffrire la fame, senza crisi ipoglicemiche né cali pressori, né emicranie né altri fenomeni di malessere che possono accompagnare una perdita di peso importante. Questo è un esempio mirabile di quanto la mente condiziona il corpo e lo blocca in uno stato “malato”.

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I segreti per avere una vita longeva!

Il sogno dell’immortalità ha radici antichissime.

Anche ai nostri giorni sempre più persone sono alla ricerca dell’elisir di lunga vita con il desiderio (e la speranza) che la durata vada ben oltre le statistiche.

Più anni, naturalmente, ma che consentano di essere in buona salute e pieni di entusiasmo per la vita!

E così siamo, forse tutti, alla ricerca di alimenti antiaging, miracolosi, vitamine, sali minerali, antiossidanti, sostanze bioattive e nuove regole da seguire e sperimentare.

Senza dubbio, grazie anche ai progressi della scienza e a un miglioramento complessivo della qualità di vita, l’età media è aumentata.

Contemporaneamente assistiamo ad una continua crescita di molte patologie come obesità, diabete, ipertensione, cancro, ma anche ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, fino alla cosiddetta sindrome metabolica.

Per sindrome metabolica si intende la presenza di tre o più disordini tra questi elencati: Continua a leggere

 

Detox: 18 consigli per disintossicare l’organismo con rimedi naturali

Voler disintossicare l’organismo è spesso desiderio di cambiamento e, in genere, ci si focalizza quasi esclusivamente sul modificare solo il proprio regime alimentare.

Tuttavia l’inquinamento può manifestarsi in varie forme e, a differenza dei periodi di breve durata, durante i quali solitamente ci si vuole disintossicare, le fonti di inquinamento che ci circondano sono molto più numerose di quanto possiamo immaginare e considerare.

Si parla infatti di inquinamento atmosferico, ambientale, domestico, acustico, sensoriale e, non meno importante, inquinamento mentale.

Viviamo ad esempio in luoghi spesso chiusi dove ristagna un’aria poco salubre perché non siamo abituati ad arieggiare gli ambienti, oppure siamo circondati da rumori forti e assordanti, luci intense, abbiamo una vita troppo sedentaria, assumiamo elevate quantità di farmaci, “mangiamo” emozioni negative e conviviamo con uno stress eccessivo o altre fonti di inquinamento delle quali, per quanto possibile, dovremmo contenerne i danni.

La nostra salute è quindi anche il risultato di un equilibrio tra le tossine introdotte e quelle eliminate ed un accumulo di queste sostanze può predisporci a diversi disturbi e patologie, influenzando negativamente anche il nostro umore.

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Alla scoperta dei SEMI OLEOSI, piccoli scrigni ricchi di benefici per l’organismo umano

I semi oleosi presenti da sempre nella dieta umana ma fino a pochi anni fa molto poco consumati e ancor meno conosciuti; finalmente negli ultimi tre anni hanno assistito alla loro giusta valorizzazione del loro ruolo fondamentale che possono svolgere nell’organismo umano, se consumati nella dieta quotidiana. Di questa famiglia fanno parte: semi di lino, semi di canapa, semi di sesamo, semi di papavero, semi di girasole, semi di zucca, semi di finocchio, semi di chia.

Vediamo la loro composizione, le azioni benefiche che possono esercitare sul nostro organismo e gli utilizzi che possono avere in cucina.

Semi di linosemi di lino
è stato dimostrato essere la fonte vegetale più importante di omega-3, insieme ad essi al loro interno troviamo anche gli omega-6, fibre idrosolubili, mucillagini, una concentrazione alta di vitamina E e di sali minerali (in particolare fosforo, rame, magnesio, manganese) infine è ottimo anche il contenuto di proteine e di lipidi.
Questi semi vista la loro composizione hanno dimostrato di esercitare diverse proprietà benefiche sul nostro organismo:
– svolgono un azione emolliente e protettiva
– aiutano a combattere le infiammazioni sia interne che esterne
– grazie alla presenza al loro interno di mucillagini regolano la motilità intestinale prevenendo così i possibili fenomeni di stipsi.

Grazie alla presenza nel loro interno di omega-3 e omega-6 hanno un’azione di prevenzione delle infiammazioni e soprattutto delle patologie cardiovascolari. Per poter ottenere il massimo dei benefici da questi semi è necessario tritarli per rompere la cuticola esterna; molto dura, che li riveste. Così preparati, possono essere inseriti nelle insalate o nei piatti di cereali, oppure nello yogurt. Dai semi di lino si può anche ottenere un ottimo olio per condire pietanze crude o cotte. Due cucchiai al giorno di semi di lino macinati ci danno la dose giornaliera raccomandata di omega-3.

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