La Meditazione cromatica: i colori influenzano la nostra vita

meditazione-sui-colori-libro«Vedo rosso», «Sono nero», «Sono giallo d’invidia», «È una giornata grigia», «Ho una fifa blu», «I miei anni verdi», «Sogno un avvenire rosa»… Sono semplici modi di dire o modi di essere?

Sappiamo quanto in realtà siano significative le parole e le espressioni figurate che una persona usa: sgorgano dalla parte più profonda e istintiva della mente e rivelano aspetti importanti del mondo interiore.

 

L’associazione tra colori e stati d’animo ne rappresenta un esempio a prima vista curioso, soprattutto se si considera l’universalità delle reazioni psicosomatiche alle vibrazione energetiche (perché di fatto si tratta di energia) dei colori: i colori “caldi” (rosso, arancione, giallo) aumentano la pressione sanguigna, innalzano la frequenza cardiaca, favoriscono l’attività, stimolando il sistema nervoso simpatico e incrementando le onde beta, proprie dell’eccitazione, mentre i colori “freddi” (verde, blu, indaco, viola) producono effetti contrari, agendo sul sistema nervoso parasimpatico, incrementando le onde alfa e, di conseguenza, un senso di pace e di distensione. E questo a prescindere da età, sesso e cultura dei soggetti.

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LA PURIFICAZIONE DELL’ISOLAMENTO

Tagliarsi fuori dal mondo circostante è certamente una scelta radicale ma i suoi benefici sono indiscutibili, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui si è quotidianamente bombardati da una miriade di stimoli contrastanti.

Non si sta ora consigliando di andare di punto in bianco ad isolarsi per tutta la vita in un eremo sull’Himalaya, si sta soltanto suggerendo di trascorrere una mattinata od un pomeriggio in solitudine avendo spento computer, televisione e telefono cellulare. Il meglio sarebbe ovviamente trovare delle persone egualmente motivate che possano stare con noi in questi momenti di volontario isolamento, in loro mancanza, si opti per la solitudine ed il silenzio. Si evitino anche riviste o giornali, si deve all’inizio provare scegliendo una musica dolce e rilassante che ci accompagni in questa breve forma di purificazione la quale potrà venire gradualmente estesa fino ad occupare una giornata completa od addirittura un weekend intero. Continua a leggere

 

IL MANTRA DEL RESPIRO

Caro lettore,
oggi parlerò di come iniziare a fare pratica con i mantra.

La pratica dei mantra può essere collegata alla consapevolezza della respirazione:
all’inizio, il suono verrà ripetuto a voce molto bassa spezzandolo in due per armonizzarlo con il ciclo respiratorio nelle sue due parti, ovvero, inalazione ed esalazione.
Più precisamente, si consideri un mantra tanto caro ai Sikh come ’Waheguru’ (si pronuncia come in italiano, con in più una leggera aspirazione sull’’h’).Inalando si produce il suono ‘ Wahe’ mentre espirando si ripete ‘ Guru’. Naturalmente, si deve preferire a tale scopo un mantra formato da una parola breve, anche brevissima.

Se poi prendiamo in considerazione la sillaba OM, che è il più famoso tra i mantra, ‘O’ corrisponderà all’espirazione a bocca aperta, mentre la ‘M’ sarà un suono pronunciato a labbra socchiuse durante una lenta esalazione. Continua a leggere

 

LE BASI DELLA MEDITAZIONE

 

Chiunque abbia avuto la fortuna di partecipare a dei ritiri spirituali di Tradizione Buddhista lo sa perfettamente: buona parte del tempo viene trascorsa concentrandosi sulla respirazione. Soprattutto quando ci si trova in ambito Theravada (la forma di Buddhismo dominante in Tailandia, Birmania, Sri Lanka e Laos) non si tratta tanto di controllare i meccanismi della respirazione quanto di concentrarsi semplicemente su di essa.

Si parla pertanto di qualcosa di diverso dagli esercizi di respirazione di matrice Yoga noti sotto il nome di Pranayama perché in questi ultimi, il ritmo e la modalità della respirazione vengono volutamente modificati. Accade quindi sovente che i monaci dedichino ore intere a spiegare l’intero processo della respirazione e come avvalersene per rilassarsi e purificare la mente da stress e tensioni.

Dove praticare:
Ovviamente, il luogo scelto deve essere tranquillo, silenzioso e pulito, meglio spegnere cellulari e computer prima di cominciare!

Come:
Si può iniziare sdraiati su di un tappetino da Yoga con l’addome rivolto verso l’alto e la nuca che riposa su di un comodo cuscinetto (si può anche praticare a letto se poi si desidera addormentarsi). Gli occhi devono essere chiusi così come le labbra (si evitino però tensioni a livello delle mascelle e delle palpebre). I palmi delle mani dovrebbero riposare sulla bocca dello stomaco, una mano giace sull’altra mentre i gomiti si piegano leggermente. Le dita sono parte e rilassate. Meglio mantenere le gambe completamente rilassare mentre i piedi mantengono tra di loro una distanza di circa 20 centimetri. Continua a leggere

 

Trovare il Benessere iniziando da un Mantra

Se mi si domanda da dove cominciare una pratica che riduca rapidamente i livelli di stress, la mia risposta è quasi sempre il suggerimento di cominciare con un mantra.

Ora, questa parola sanscrita non indica nulla più di un suono che viene volutamente ripetuto per un certo numero di volte allo scopo di pacificare la mente: in effetti, l’etimologia della parola ‘ mantra’ può portare a qualcosa come ‘ sostegno per il pensiero’.

Si tratta quindi di trovare la calma focalizzando l’interminabile flusso dei nostri pensieri in un punto determinato attraverso un certo suono ed il fatto che questo ultimo abbia un significato è in qualche modo secondario. Quindi, anche il proprio nome può andare bene se ripetuto a bassa voce per qualche minuto: fu così che Lord Tennyson, il grande poeta vittoriano, riuscì varie volte a placare le sue inquietudini di adolescente trovandosi in solitudine (cfr. Hallam Lord Tennyson in Tennyson,’ A Memoir’, 2 vols. London, 1897 1:320).

Ovviamente, vi sono innumerevoli leggende circa asceti che nel folto di foreste tropicali sussurrano agli orecchi dei loro devoti discepoli delle frasi sanscrite dotate di poteri magici: non mi pare tuttavia il caso di prestare totalmente fede a dei racconti che, per quanto affascinanti, appartengono più alla leggenda che alla realtà di tutti i giorni.

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