Denti inclusi: come intervenire?

 

L’intento di questo articolo è quello di illustrare una metodica innovativa per la disinclusione e il riposizionamento in arcata di denti inclusi particolarmente difficili con un trattamento combinato chirurgico ortodontico.

Tecnica chirurgica flapless per l’allacciamento di un secondo premolare inferiore in inclusione ossea totale e con asse lungo del dente inclinato di 90°. Riposizionamento ortodontico in arcata.

Nella fattispecie (paziente di 21 anni di sesso femminile) si descrive l’intervento chirurgico flapless (senza lembo muco-periosteo e senza punti di sutura) del secondo premolare inferiore destro (45) in inclusione ossea, con l’asse lungo ruotato di 90° rispetto alla norma; si mostra, inoltre, la tecnica adesiva per l’allacciamento del 45 ed il tipo di trazione ortodontica per il suo riposizionamento in arcata.

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Vaccini: “Non li rifiuto, ma sono perplesso dalla vaccinazione indiscriminata di massa” dr Roberto Gava

 

Alla luce del nuovo provvedimento emanato dal Ministero della Salute, relativamente all’obbligatorietà dei vaccini, riteniamo opportuno pubblicare l’intervista rilasciata dal Dr Roberto Gava a “Il Fatto Quotidiano”:

Di seguito viene vengono riportate le domande del giornalista (in grassetto) e le risposte del Dr Roberto Gava:

Dottor Gava, quali sono le motivazioni con cui l’ordine dei medici di Treviso le ha comunicato la radiazione dall’albo?
Le motivazioni non mi sono state ancora comunicate. Non sono stato accusato di fatti specifici ma solo, e molto genericamente, di aver diffuso in pubblico idee scientificamente infondate. Non mi sono state precisate le affermazioni che sarebbero infondate, non so quali siano, sicché sono stato anche messo nell’impossibilità di difendermi. Comunque, non è mai stato in discussione alcun danno o pericolo che io abbia creato per determinati miei pazienti, nessun paziente si è lamentato di me presso l’Ordine di Treviso.

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Metti la salute a tavola!

 

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo!”

Ippocrate, medico dell’antica Grecia, con questa citazione illuminante metteva in evidenza la stretta relazione tra cibo e salute. Parole più che mai attuali, soprattutto in questi tempi dove il carrello della spesa di molti consumatori è riempito con un’elevata quantità di cibi di scarsa qualità, che possono influire negativamente sul nostro benessere.

La scelta dovrebbe essere invece diretta verso un’alimentazione più sana e naturale, con meno additivi chimici, con un maggior consumo di prodotti freschi anziché industriali, con la presenza di alimenti così come la natura ci dona, rispettando la stagionalità.

Cerchiamo inoltre di acquistare cibi più “puliti” (ad esempio da agricoltura biologica) e, non meno importante, adottare un’alimentazione più sostenibile al fine di ridurre l’impatto ambientale.

L’invito è anche di orientarsi verso l’utilizzo di ingredienti prevalentemente vegetali, che significa passare da una cucina che talvolta si basa per lo più su carne, affettati, formaggi e uova, a una molto più diversificata che include sia gli alimenti appartenenti alla cultura culinaria mediterranea, che i protagonisti della tradizione orientale.

Parliamo quindi di tradizione valorizzata da una nuova cultura del cibo.

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Disbiosi intestinale… cause e soluzioni

 

La composizione del microbiota intestinale è differente a seconda del tratto intestinale in cui ci troviamo. Nell’ intestino tenue, oltre a svolgersi  la maggior parte della digestione ed assorbimento delle sostanze nutritive provenienti dall’ alimentazione, vi giungono anche tutti i potenziali microrganismi pericolosi che sono riusciti a superare il viaggio attraverso lo stomaco.

La parte superiore dell’intestino tenue, composta da duodeno e digiuno, è scarsamente popolata, con i suoi 10.000 microganismi per millilitro, dove si trovano soprattutto batteri appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli. Tutti i Lactobacilli, hanno caratteristiche comuni:

  • preferiscono un terreno di coltura a base di latte per svilupparsi ( infatti essi provengono dai latticini che consumiamo),
  • producono l’enzima lattasi, essenziale per la digestione del lattosio,
  • producono acido lattico dai carboidrati, utile per mantenere in questo tratto dell’apparato digerente un ambiente acido,
  • sfavorevole a microrganismi pericolosi che necessitano di ambiente alcalino per proliferare e sono anaerobi facoltativi, cioè possono crescere sia in presenza che assenza di ossigeno.

I Lactobacilli, in questa parte dell’intestino, sono perlopiù transienti, come il Lactobacilli bulgaricus ed il Lactobacilli casei.

La parte inferiore, l’ileo, presenta invece una popolazione variegata e stabile, dove il Lactobacilli Acidophilus riveste il ruolo di principale colonizzatore di questo tratto. Questo Lactobacilli vi risiede stabilmente e costituisce la prima linea di difesa contro gli invasori esterni, come ad esempio i lieviti, come Candida Albicans o altri batteri come Escherchia coli.

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Intestino: il secondo cervello

 

Se osserviamo l’intestino da un punto di vista olistico, esso non è semplicemente un organo deputato all’ assorbimento ed eliminazione delle sostanze di scarto, ma è caratterizzato da uno stretto rapporto con il cervello.

Già gli egiziani, quattromila anni fa, sostenevano che l’apparato digerente fosse la sede dei sentimenti, come testimoniano sia il papiro Edwin Smith risalente alla XVII dinastia che il papiro Ebers  datato alla XVIII dinastia. Nel 1907 uno scienziato russo di nome Mecnikov pubblicava il suo lavoro, per allora visionario e fantasioso, Il prolungamento della vita in cui sosteneva il ruolo benefico di alcuni batteri intestinali, e sempre nello stesso anno anche il ginecologo Robinson pubblicava il libro Abdominal and Pelvic Brain, nel quale sosteneva, senza ombra di dubbio, l’esistenza di due cervelli nel corpo umano.

Successivamente nel 1998 il dottor Michael Gershon pubblicava il libro Il secondo cervello che ha dato il via ad un dibattito scientifico, non ancora conclusosi, sulla comprensione di innumerevoli malattie e disturbi.

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Perdere peso con l’aiuto dei fiori di Bach

 

Dott. Paolo Bianchini, Biologo Nutrizionista ed esperto di Alimentazione Vegan e Terapie Naturali

L’obesità è sempre più riconosciuta come la vera “piaga del III Millennio”, a fronte dei molteplici danni alla salute e del forte impatto che esercita sui costi della sanità pubblica. Basti pensare che le persone affette da obesità hanno un’aspettativa ridotta di vita ed anche la loro qualità della vita ne risente, a tutte le età: sbeffeggiamenti, insulti, bullismo, ghettizzazione, sono parte della vita di queste persone che reagiscono colmando il loro vuoto dell’anima con il cibo e l’addome smisurato diventa una difesa contro gli insulti dell’esterno per poterli tenere lontani da sé.

Tutto ciò implica un vero e profondo disagio dell’anima della persona che affonda le radici anche nella storia personale dell’individuo. Approcciarsi dal punto di vista terapeutico a queste situazioni richiede grande umiltà e rispetto, alla ricerca di soluzioni il più possibile efficaci e delicate nella gestione del problema, in modo da non permettere la rottura dell’equilibrio psicologico della persona, già messo alla prova dal regime alimentare che si sceglie di seguire (sotto la guida di uno Specialista in Nutrizione Umana, ovviamente).

Recentemente, mi è capitato un caso che ha del sensazionale. I miei piani alimentari prevedono una perdita media di 4-6 Kg nel primo mese e poi una perdita costante di 1 Kg/mese. La signora Lorella (nome di fantasia) mi ha chiesto un intervento basato sull’alimentazione vegana, così le ho preparato uno schema alimentare vegan moderatamente ipocalorico. Dal colloquio sono emersi importanti blocchi emozionali che, secondo me, le hanno impedito la piena riuscita in passato di altri interventi dietologici. Così, le ho dato i fiori di Bach specifici per il superamento di questi blocchi emozionali per raggiungere, finalmente, lo stato di benessere che cerca e che merita. La Signora ha perso ben 8 Kg in soli 18 giorni, senza soffrire la fame, senza crisi ipoglicemiche né cali pressori, né emicranie né altri fenomeni di malessere che possono accompagnare una perdita di peso importante. Questo è un esempio mirabile di quanto la mente condiziona il corpo e lo blocca in uno stato “malato”.

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Combattere l’ansia o vincere l’ansia?

 

Sono sempre più numerose le persone che cercano soluzioni per “combattere l’ansia”. Soffrono e non sanno come alleviare questa sensazione che influisce negativamente sui loro risultati e sulla qualità della loro vita.

L’ansia e gli attacchi di panico sono tra i disturbi più comuni di questo giovane secolo. Infatti, aumenta sensibilmente la spesa farmaceutica di ansiolitici e anti-panico. Le cifre spese ogni anno tra USA e Europa superano il miliardo di dollari. Continua a leggere

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