Anna Rita Iannetti: la salute dipende dalla connessione tra mente e corpo

 la Dott.ssa Anna Rita Iannetti, secondo la sua esperienza professionale, spiega  perché la medicina tradizionale non funziona, non cura ma crea nuove malattie.

Dottoressa Anna Rita Iannetti: Medico di Prevenzione

La Dott.ssa Anna Rita Iannetti ha svolto l’attività di Medico di Prevenzione a partire dal dal 1988 e si è occupata per anni di medicina scolastica.

In quell’ambito ha praticato molti vaccini sui bambini, compreso suo figlio.

Finché si è ricreduta giungendo alla tesi che la Medicina attuale poggia su premesse non solo non certe ma, addirittura, errate.

La Dott.ssa Iannetti, che oggi si occupa di comportamento umano dal punto di vita biologico, ha cambiato radicalmente idea assistendo al triste spettacolo di  una popolazione mantenuta succube da una Scienza diventata dogmatica, che non consente un vero confronto tra studi e dati oggettivi.

La “scienza” oggi si pone come la detentrice della Verità assoluta e indiscutibile.

In pratica, la Medicina, che dice di fondarsi su questa Scienza, commette lo stesso errore del pensiero logico- deduttivo antico: dà per certe le premesse senza verificarne l’effettiva corrispondenza al reale.

Quindi qualunque risultato ottenuto sarà considerato esatto perchè le premesse sono ritenute vere.

Eppure gli stessi fisici che studiano la Materia, riconoscono di non sapere nulla del 73% dei fenomeni osservabili: da dove deriva, allora, questa sicurezza della Medicina?

Dott.ssa Anna Rita Iannetti

Dott.ssa Anna Rita Iannetti

La Dottoressa Anna Rita Iannetti e l’anti-meccanicismo

Tuttavia, spesso anche chi attacca la medicina tradizionale lo fa con metodi meccanicisti, cadendo nei medesimi errori: considerare l’essere umano come un’accozzaglia di organi e apparati scollegati l’uno dall’altro. Manca sempre una visione globale del soggetto.

La Dott.sa Anna Rita Iannetti, invece, ormai da anni sostiene l’importanza di capire che  noi siamo una soluzione olistica, un tutt’uno: siamo fatti da un’unità mente-corpo indissolubile.
Interno ed esterno della cellula vengono continuamente modificati in funzione di ciò che esiste.
Il nostro DNA, prima ancora di nascere, viene modificato dalle emozioni.

Tutto ciò che accade è causato dall’interazione tra organi e molecole: la causa è sempre interna, mai esterna.
Ognuno di noi è il frutto di  una risultante biologica comportamentale: la biologia è determinante, fornisce imput comportamentali.

Oggi, invece, il medico si occupa di specifiche patologie senza comprendere che la disfunzione è diversa da persona a persona in quanto alla base vi sono cause diverse da paziente a paziente. Ci si occupa solo del sintomo, di un singolo organo non tenendo conto della totalità del soggetto: è la psiche che muove il corpo, in modo armonico o disarmonico.

La nuova medicina, sottolinea la Dott.ssa Anna Rita Iannetti, non può più essere puntiforme, deve avere bene presente questa dimensione olistica e complessa al fine di promuovere un benessere autentico e duraturo, al fine di garantire la vera salute e non di creare nuove malattie.

La medicina di oggi crea nuove malattie

Le connessioni tra gli organi sono completamente diverse da quelle spiegate dalla medicina ufficiale: se si guasta l’intestino, ad esempio, possono guastarsi tutti gli altri organi.

L’intestino  determinante in quanto ha il compito di trasformare, assimilare o espellere “qualcosa di esterno”, cioè il cibo che mangiamo, in qualcosa che diventerà “parte di noi”.

Dunque l’intestino trasforma il “non me” in “me”.

Una sua disfunzione comprometterà anche organi apparentemente molto distanti come il cervello e, infatti, è dal microbiota alterato che hanno origine patologie come epilessia e Alzheimer.

Oggi si assiste ad un progressivo tentativo di “creare malattie”: le malattie mentali ne sono un esempio.
Le malattie mentali sono semplicemente una struttura diversa: i soggetti schizzofrenici non sono matti ma hanno un’esperienza soggettiva della realtà diversa in quanto diversi organi, tra cui il cervello, danno una rappresentazione diversa.

Ma non è tutto, sottolinea la Dott.ssa Iannetti: è in atto il tentativo di rendere malati i bambini. Un bambino che non si muove attraverso il gioco non sviluppa la capacità d’interazione sociale, non sviluppa una buona psicomotricità e avrà disturbi di scrittura e lettura perché l’immobilismo fisico influisce sulle capacità neurologiche.
Il bambino non è malato, deve solo essere stimolato adeguatamente. Ma insegnanti, medici e genitori iniziano a trattarlo come un malato e questo lo farà ammalare davvero.

Infine, la Dott.ssa Anna Rita Iannetti, ci lascia con un interrogativo: il primo libro sulla connessione tra mente e corpo fu edito nel 1950 e ancora non viene insegnato nelle facoltà di Medicina… Come mai?

Per approfondimenti sulla d.ssa Iannetti:

Relazione della Dott.ssa Anna Rita Iannetti

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